Il caso dei bagnini

quando il problema non è la manodopera ma l’organizzazione

Nell’estate 2026 numerosi operatori turistici hanno denunciato la carenza di bagnini qualificati sulle spiagge italiane.

In alcune località della Riviera Adriatica si è arrivati a reclutare personale proveniente dall’Argentina per coprire il fabbisogno stagionale.

La domanda che sorge spontanea è semplice:

mentre si cercavano lavoratori a migliaia di chilometri di distanza, qualcuno ha verificato se tra i richiedenti asilo, gli immigrati regolarmente presenti nei centri di accoglienza o gli stranieri disoccupati già presenti sul territorio esistessero candidati idonei da formare?

Il brevetto di salvataggio non richiede anni di preparazione. Richiede corsi, addestramento, visite mediche e certificazioni che potrebbero essere organizzati preventivamente nei periodi invernali.

In presenza di una banca dati nazionale integrata, i Centri per l’Impiego, gli enti di accoglienza e le imprese potrebbero segnalare con mesi di anticipo i fabbisogni occupazionali stagionali, consentendo la formazione mirata delle persone già presenti sul territorio.

Il costo dei corsi potrebbe essere anticipato dallo Stato o dai fondi per l’integrazione e recuperato successivamente attraverso l’attività lavorativa svolta.

In questo modo si ridurrebbero:

le carenze di personale;

il ricorso a nuovi ingressi dall’estero;

i tempi di ricerca delle aziende;

l’inattività nei centri di accoglienza.

Il problema, ancora una volta, non sembra essere la mancanza di persone disponibili, ma l’assenza di un sistema capace di individuare, formare e indirizzare rapidamente le risorse già presenti sul territorio.

Programma Formazione Lavoro Stagionale

  • censimento annuale dei fabbisogni stagionali (turismo, balneazione, agricoltura, logistica);
  • individuazione dei candidati presenti nei CAS, SAI e Centri per l’Impiego;
  • corsi professionali finanziati anticipatamente;
  • obbligo di frequenza per chi aderisce al percorso;
  • recupero del costo della formazione tramite trattenuta minima sul primo contratto di lavoro;
  • priorità alle aziende che assumono lavoratori provenienti da tali percorsi.

Questo caso è riportato nel progetto trattato anche nella pubblicazione qui riportata

Immigrazione: Governarla o Subirla?

Una proposta concreta tra lavoro, accoglienza ed espulsioni

Il problema non è l’immigrazione in se. È l’assenza di un sistema capace di governarla

Autore: Ciamberlni Oriano

Aprile 2026

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Questo esempio è molto efficace perché è concreto, comprensibile da tutti e dimostra esattamente ciò che sostiengo nel mio libro: prima di discutere quanti immigrati far entrare, bisognerebbe capire come utilizzare e qualificare quelli che sono già presenti in Italia.

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