A.C. 2822-B (ex A.S. 1971) – Legge elettorale e questione di fiducia

Il Governo ha annunciato la decisione di porre la questione di fiducia sull’A.C. 2822-B – agg. 18 settembre 2026

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UNA LEGGE ELETTORALE MERITA UN VOTO SENZA FIDUCIA?

Il Governo ha annunciato che intende porre la fiducia sulla nuova legge elettorale.

È una procedura consentita e già utilizzata in passato.

Ma la domanda rimane:

è opportuno collegare la sopravvivenza del Governo al voto sulle regole con cui verrà eletto il prossimo Parlamento?

La legge elettorale riguarda maggioranza e opposizione, ma soprattutto riguarda gli elettori.

Forse su queste regole il Parlamento dovrebbe potersi pronunciare liberamente, articolo per articolo, assumendosi davanti ai cittadini la responsabilità delle proprie scelte.

Informiamoci. Discutiamone. E facciamo conoscere democraticamente la nostra opinione ai rappresentanti istituzionali.

Che cosa è stato annunciato

Il Governo ha annunciato l’intenzione di porre la questione di fiducia sulla nuova legge elettorale.

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha dichiarato il 17 settembre che la decisione è stata assunta dal Governo e, in particolare, dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La discussione generale alla Camera è prevista dal 28 settembre, mentre il voto finale è atteso nella prima settimana di ottobre. (ANSA.it)Al momento si tratta quindi di una decisione politica annunciata: la questione di fiducia sarà formalmente posta nel corso dell’esame parlamentare.

Che cosa permette il Regolamento

Porre la fiducia su una legge elettorale è consentito dal vigente Regolamento della Camera.

L’articolo 116 stabilisce le modalità della questione di fiducia e indica espressamente le materie sulle quali essa non può essere posta. Le leggi elettorali non figurano tra le materie escluse. (Conoscere la Camera)

La votazione sulla fiducia avviene per appello nominale e, salvo diverso accordo fra i gruppi, non prima di ventiquattro ore.

Quando la fiducia viene posta sul mantenimento di un articolo e la Camera la approva, l’articolo è approvato e gli emendamenti ad esso riferiti si intendono respinti. La fiducia può far decadere gli emendamenti riferiti all’articolo o al testo sul quale viene posta, ma non va descritta come equivalente automaticamente al voto finale sull’intera legge.(Conoscere la Camera)

Non stiamo quindi sostenendo che il ricorso alla fiducia sia illegittimo o contrario, di per sé, al Regolamento.

Perché poniamo una questione di opportunità

La nostra domanda riguarda l’opportunità istituzionale, non la legittimità della procedura.

Una legge elettorale stabilisce le regole attraverso le quali i cittadini eleggono il Parlamento. Collegare la sua approvazione alla fiducia nel Governo comporta che il voto del deputato acquisti contemporaneamente due significati: pronunciarsi sulle regole elettorali e pronunciarsi sul rapporto fiduciario con l’Esecutivo.

Per questo riteniamo legittimo porre una domanda:

su una materia che riguarda direttamente le regole della rappresentanza sarebbe preferibile consentire al Parlamento di pronunciarsi senza collegare il voto alla fiducia nel Governo?

Il Governo sostiene invece che il ricorso alla fiducia costituisca una scelta di chiarezza e responsabilità politica, anche in relazione alle modifiche introdotte dal Senato sulle preferenze. È quindi una questione sulla quale possono esistere valutazioni politiche e istituzionali differenti.

Dialoghi-AI propone di discuterne pubblicamente prima che la fiducia venga formalmente posta.

A chi può rivolgersi un cittadino

Un cittadino che desideri esprimere la propria opinione può rivolgersi, nel rispetto delle diverse competenze istituzionali:

al Presidente del Consiglio e al Governo, cui appartiene la scelta politica di porre o meno la questione di fiducia;

ai Deputati e ai Gruppi parlamentari, che parteciperanno all’esame e alle votazioni della legge;al Presidente della Camera, per rappresentare considerazioni relative alla tutela del confronto parlamentare, fermo restando che la Presidenza applica il Regolamento e non può vietare la fiducia semplicemente perché si tratta di una legge elettorale;

al Presidente della Repubblica, al quale può essere rappresentata una preoccupazione di carattere istituzionale, tenendo presente che il Capo dello Stato non può sostituirsi preventivamente alle scelte politiche spettanti al Governo e al Parlamento.

Il Presidente della Repubblica dispone, tra l’altro, del potere di inviare messaggi alle Camere e, dopo l’approvazione di una legge, di chiederne una nuova deliberazione nei casi previsti dalla Costituzione. (Archivio Quirinale)

Una precisazione: chiedere al Presidente della Repubblica di “bloccare la fiducia” non sarebbe corretto dal punto di vista delle competenze costituzionali. Lo stesso Presidente Mattarella ha ricordato che il Capo dello Stato non può intercettare o bloccare decisioni politiche attribuite dalla Costituzione al Governo o al Parlamento. (Quirinale)

Nel discorso di insediamento del 2022 il Presidente Mattarella richiamò la necessità che, soprattutto sugli atti fondamentali, il Parlamento abbia tempi adeguati per esaminare e valutare, osservando che anche la compressione dei tempi parlamentari può costituire un rischio. (Quirinale)

Vuoi far conoscere la tua opinione ai Deputati?

Ogni cittadino può rivolgersi direttamente ai componenti del Senato utilizzando i recapiti istituzionali pubblicamente disponibili.

Abbiamo raccolto in questa pagina gli indirizzi email dei senatori per facilitarne la consultazione.

ELENCO DEI SENATORI E RECAPITI EMAIL

Non proponiamo un messaggio obbligatorio da copiare.

Chi desidera scrivere può farlo con parole proprie, indicando quali aspetti della legge condivide, quali ritiene problematici e quali principi vorrebbe vedere maggiormente tutelati.

È sufficiente anche un messaggio molto breve.

L’importante è che ogni opinione sia personale, civile e motivata.

Non sai come impostare il messaggio?

Una domanda prima del voto

Prima che il Parlamento approvi definitivamente una nuova legge elettorale, può essere utile porre una domanda molto semplice:

La legge elettorale che il Parlamento sta esaminando aumenta davvero la possibilità dei cittadini di scegliere chi li rappresenta?

La risposta appartiene prima di tutto agli elettori.

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LEGGE ELETTORALE E FIDUCIA
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Perché chiediamo di soprassedere

Il testo uscito dal Senato confrontato con i principi elaborati

Visita la pagina:

Legge elettorale – Disegno di legge 2822-B (ex A.S. 1971)

Consulta il testo integrale dei Principi proposti

Una buona legge elettorale non dovrebbe nascere per far vincere qualcuno.

Dovrebbe nascere per rafforzare la democrazia.

Per questo la legge elettorale non appartiene ai governi, non appartiene ai partiti, non appartiene alle coalizioni.

La legge elettorale appartiene ai cittadini.

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