Perché il NO alla separazione delle carriere parte da un equivoco
Il dibattito sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri è spesso impostato in modo fuorviante. Il fronte del NO sostiene che separare le carriere metterebbe a rischio l’indipendenza del pubblico ministero, esponendolo al controllo del Governo e quindi a possibili interferenze politiche. Questa impostazione però confonde indipendenza della giurisdizione con autonomia dell’accusa, che sono due cose diverse.
Il giudice deve essere indipendente e terzo: questo è il pilastro dello Stato di diritto.
Il pubblico ministero, invece, non giudica, ma accusa. È una parte del processo, seppur pubblica. Trattarlo come un “giudice in potenza” è una forzatura concettuale che ha prodotto, nel tempo, un’asimmetria di poteri difficilmente giustificabile in una democrazia liberale.
In quasi tutti gli ordinamenti occidentali:
- l’accusa è distinta dal giudice;
- l’accusa rappresenta l’interesse pubblico;
- l’indipendenza del giudice è la vera garanzia contro gli abusi.
L’idea che il PM debba essere totalmente sganciato da qualsiasi forma di responsabilità politica nasce da una diffidenza astratta verso l’Esecutivo, ma ignora un dato fondamentale:
nel processo penale lo Stato è sempre parte lesa, direttamente o indirettamente. Ed è il Governo, piaccia o no, a rappresentare lo Stato nell’indirizzo politico generale.
Il vero rischio per la giustizia non è che il PM “risponda a qualcuno”, ma che nessuno risponda del potere del PM.
Nel file allegato tutto il percorso seguito con ChatGPT per capire il DDL Giustizia da referendare che ci ha portato alla scelta del SI’ e ad approfondire quali norme approntare per rafforzare la poca consistenza pratica per l’applicazione della legge prinpalmente fondata su linee di principio…
Nel file allegato tutto il percorso seguito con ChatGPT per capire le figure del PM e dei GIP, GUP e giudici, nonchè la Parte Civile e lo Stato… scambi che ci ha portato alla scelta del SI’ che confluiscono nel volantino scaricabile… a lato, e a definire il processo auspicabile

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