A.S. 1971 – Prima del voto

La legge elettorale riguarda prima di tutto i cittadini – agg. 11 settembre 2026

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L’A.S. 1971 è ormai all’esame dell’Aula del Senato.

È quindi questo il momento in cui ogni cittadino può conoscere il contenuto della proposta, valutarne gli effetti e, se lo ritiene opportuno, far conoscere direttamente ai propri rappresentanti la propria opinione.

Una legge elettorale non è una semplice legge tecnica.

Decide come il voto dei cittadini si trasforma in rappresentanza parlamentare, quanto l’elettore possa incidere sulla scelta degli eletti e quale rapporto si stabilisca tra cittadini, candidati e partiti.

Per questo, prima delle formule matematiche, delle percentuali e dei premi di maggioranza, riteniamo che debbano essere chiariti alcuni principi fondamentali.

I principi da cui dovrebbe partire una legge elettorale

Tra quelli sviluppati nel progetto “La legge elettorale è proprietà dei cittadini”:

1. L’elettore deve poter incidere sulla scelta della persona che lo rappresenterà.

2. Il voto non dovrebbe trasformarsi automaticamente nella scelta di candidati decisa esclusivamente dai vertici dei partiti.

3. Vanno limitate o eliminate le pluricandidature, che consentono allo stesso candidato di presentarsi contemporaneamente in più territori.

4. Deve esistere un rapporto riconoscibile tra eletto e territorio.

5. Il seggio parlamentare deriva dal voto degli elettori e non dovrebbe essere considerato proprietà del partito.

6. La governabilità è importante, ma deve essere conciliata con la rappresentanza reale del voto espresso.

7. Le regole elettorali dovrebbero essere comprensibili anche al cittadino, che deve poter sapere con sufficiente chiarezza quale effetto produce il proprio voto.

Questi non pretendono di essere gli unici principi possibili.

Sono una base sulla quale discutere prima di decidere il meccanismo elettorale.

Leggere prima di giudicare

Abbiamo raccolto nel dossier “La legge elettorale è proprietà dei cittadini” una proposta più articolata, con principi, osservazioni e possibili soluzioni.

Per conoscere invece direttamente il testo all’esame del Parlamento:

Vuoi far conoscere la tua opinione ai senatori?

Ogni cittadino può rivolgersi direttamente ai componenti del Senato utilizzando i recapiti istituzionali pubblicamente disponibili.

Abbiamo raccolto in questa pagina gli indirizzi email dei senatori per facilitarne la consultazione.

? [ELENCO DEI SENATORI E RECAPITI EMAIL]

Non proponiamo un messaggio obbligatorio da copiare.

Chi desidera scrivere può farlo con parole proprie, indicando quali aspetti della legge condivide, quali ritiene problematici e quali principi vorrebbe vedere maggiormente tutelati.

È sufficiente anche un messaggio molto breve.

L’importante è che ogni opinione sia personale, civile e motivata.

Non sai come impostare il messaggio?

Una domanda prima del voto

Prima che il Parlamento approvi definitivamente una nuova legge elettorale, può essere utile porre una domanda molto semplice:

La legge elettorale che il Parlamento sta esaminando aumenta davvero la possibilità dei cittadini di scegliere chi li rappresenta?

La risposta appartiene prima di tutto agli elettori.

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Home: Legge elettorale

A.S. 1971 — Iter parlamentare
Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2026

Legge elettorale – Disegno di legge A.S. 1971

Una buona legge elettorale non dovrebbe nascere per far vincere qualcuno.

Dovrebbe nascere per rafforzare la democrazia.

Per questo la legge elettorale non appartiene ai governi, non appartiene ai partiti, non appartiene alle coalizioni.

La legge elettorale appartiene ai cittadini.

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2 commenti

    • Grazie per l’osservazione. Nel nostro impianto, però, il fatto che il candidato debba necessariamente operare o risiedere nel territorio non è un requisito fondamentale.

      Per noi il punto decisivo è un altro: un candidato dovrebbe potersi presentare in un solo collegio e dovrebbe essere scelto dagli elettori attraverso le preferenze.

      Se decide di candidarsi in un territorio nel quale non è conosciuto, non ha lavorato o non si è mai speso, si assume un rischio molto concreto: saranno gli elettori di quel collegio a decidere se accordargli o meno la propria preferenza.

      In questo modo non sarebbe necessario imporre per legge un legame territoriale preventivo: conta che il candidato abbia un solo collegio e che siano realmente gli elettori di quel territorio a scegliere se affidargli il seggio.

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