Salvare le edicole significa difendere il pluralismo dell’informazione

La chiusura delle edicole non è solo una crisi commerciale.

È la perdita progressiva di presìdi informativi sul territorio, luoghi dove l’informazione è accessibile, plurale e mediata da professionalità.

Questo progetto nasce dall’esperienza diretta di chi lavora ogni giorno in edicola e da una constatazione semplice:

👉 il mercato, da solo, non è più in grado di sostenere la filiera della stampa cartacea.

Il problema

Negli ultimi anni:

  • la rete vendita si è frammentata
  • i margini si sono azzerati
  • il lavoro dell’edicolante è stato svalutato
  • le stesse pubblicazioni vendute in edicola promuovono abbonamenti diretti a prezzi fortemente scontati

Un sistema così non è sostenibile.

La proposta

Un cambio di paradigma, pragmatico e attuabile:

✔ Riconoscere le edicole come presìdi informativi

Non semplici punti vendita, ma infrastrutture di pluralismo.

✔ Garantire una remunerazione minima del lavoro

Il lavoro di gestione e vendita ha un valore indipendente dal prezzo di copertina.

✔ Stop alla concorrenza sleale sugli abbonamenti

Le offerte promosse all’interno delle copie vendute in edicola devono rispettare criteri di correttezza e leale concorrenza, in coerenza con i principi dell’

Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria.

Un progetto concreto

Non una legge-manifesto, ma interventi mirati e attuabili tramite decreti e accordi di filiera, per:

  • rendere sostenibile la rete
  • riequilibrare i rapporti nella filiera
  • garantire informazione di qualità sul territorio

Partecipa

Questo progetto è aperto a edicolanti, editori, amministratori, giornalisti e cittadini.

Difendere le edicole significa difendere l’accesso all’informazione.

👉 Scopri il progetto – Partecipa al confronto

Proposta di legge del 2017

Contrasto con IAP (Istituto Autodisciplina Pubblicitaria) del 2014